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	<title>cordone ombelicale</title>
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	<description>Il Blog del Cordone Ombelicale</description>
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		<title>Ricerca sulle staminali, individuate nuove staminali nel latte materno</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 11:31:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo umano non finisce mai di stupirci. Dopo anni di studi, la cura di alcune malattie potrebbe trovarsi proprio in noi, nelle cellule staminali. E diverse sono le fonti: midollo osseo, cordone ombelicale (solo per citarne alcune) fino alla recente scoperta del latte materno come nuova riserva di cellule bambine. Da una ricerca eseguita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo umano non finisce mai di stupirci.<br />
Dopo anni di studi, la cura di alcune malattie potrebbe trovarsi proprio in noi, nelle cellule staminali.<br />
E diverse sono le fonti: midollo osseo, cordone ombelicale (solo per citarne alcune) fino alla recente scoperta del latte materno come nuova riserva di cellule bambine.<br />
Da una ricerca eseguita presso la University of Western Australia, coordinata dalla studiosa Foteini Hassiotou, non è emersa solo la presenza delle staminali nel latte materno, ma anche la loro capacità di divenire poi cellule specializzate di altri tessuti.<br />
L’ennesima conferma che per il futuro della medicina rigenerativa bisogna guardare in questa direzione.</p>
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		<title>Cordocentesi, in cosa consiste l’esame del sangue del cordone</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 11:18:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prelievo di sangue del cordone ombelicale può essere effettuato al momento del parto – procedura legata alla conservazione del cordone ombelicale – oppure dopo la 18esima settimana di gravidanza, in caso di cordocentesi. La cordocentesi (o funicolocentesi) è un esame che indaga l’esistenza di infezioni od eventuali anomalie cromosomiche a carico del feto; viene [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prelievo di sangue del cordone ombelicale può essere effettuato al momento del parto – procedura legata alla conservazione del cordone ombelicale – oppure dopo la 18esima settimana di gravidanza, in caso di cordocentesi.<br />
La cordocentesi (o funicolocentesi) è un esame che indaga l’esistenza di infezioni od eventuali anomalie cromosomiche a carico del feto; viene difatti eseguito in donne con alto fattore di rischio in questo senso o nel caso di precedenti campanelli d’allarme (risultati dell’amniocentesi che evidenziano alcune complicazioni). Gli esiti di questo esame sono difatti molto rapidi: in meno di una settimana generalmente gli esiti sono pronti.<br />
Tornando all’esame in sé, come si può intuire risulta piuttosto invasivo (tuttavia relativamente indolore): con un ago si preleva un piccolo campione di sangue cordonale dal punto dove il funicolo si attacca alla placenta. Tutta la procedura viene eseguita dopo gli accertamenti del caso e sotto stretta osservazione via monitor (anche per individuare bene il punto del prelievo).</p>
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		<title>Dormire in gravidanza, consigli per dormire con il pancione in gravidanza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 11:14:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere un figlio è forse l’emozione più grande che una donna possa avere: 9 mesi di gravidanza e poi una creatura da stringere fra le braccia. Un evento così gioioso, da far chiudere un occhio sui vari disturbi che possono incorrere durante l’attesa del parto: dall’acidità di stomaco in gravidanza ai problemi a prendere sonno. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avere un figlio è forse l’emozione più grande che una donna possa avere: 9 mesi di gravidanza e poi una creatura da stringere fra le braccia. Un evento così gioioso, da far chiudere un occhio sui vari disturbi che possono incorrere durante l’attesa del parto: dall’acidità di stomaco in gravidanza ai problemi a prendere sonno.<br />
Causa dell’insonnia – oltre all’alimentazione (meglio tenersi leggere a cena) – spesso è la posizione che si assume dormendo: con il progredire del pancione, il suo peso si fa sentire ed alcune posture (ad esempio dormire sul fianco destro) possono premere sugli organi interni e rallentare la circolazione, causando per lo più stanchezza ed affaticamento. Allora, qual’è la posizione ideale per dormire in gravidanza? Gli esperti consigliano sempre sul fianco, ma sinistro; possono tornare molto utili i cuscini, sia da tenere attorno per mantenere la posizione durante la notte, sia per alleviare mal di schiena e da tenere fra le gambe.</p>
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		<title>Cure anemia, dalle staminali un aiuto contro le anemie</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 11:12:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anemia è una patologia del sangue abbastanza comune: chi ne é affetto presenta un basso tasso di emoglobina nel sangue. Le conseguenze dirette di questa mancanza sono stanchezza generalizzata, con presenza di pallore, tachicardia, difficoltà di concentrazione, scarso appetito, fino a sintomi più invadenti come svenimento e nausea. Tuttavia, di anemia non ne esiste una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’anemia è una patologia del sangue abbastanza comune: chi ne é affetto presenta un basso tasso di emoglobina nel sangue.<br />
Le conseguenze dirette di questa mancanza sono stanchezza generalizzata, con presenza di pallore, tachicardia, difficoltà di concentrazione, scarso appetito, fino a sintomi più invadenti come svenimento e nausea.<br />
Tuttavia, di anemia non ne esiste una sola tipologia, ma diverse varianti: di Fanconi, Aplastica Severa, di Blackfan-Diamond… collegate con disfunzioni a livello midollare che si ripercuotono negativamente sulla produzione di globuli rossi, bianchi e delle piastrine; i pazienti con Anemia di Fanconi possono sviluppare con maggior predisposizione forme di leucemia mieloide acuta.<br />
Fortunatamente, un aiuto contro l’anemia arriva proprio dalle cellule staminali del cordone ombelicale: cure dell’anemia a base di staminali sono state sperimentate ed individuate, con diversi successi riscontrati.</p>
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		<title>Cellule staminali rigenerano pelle</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 11:08:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo più volte discusso di cellule staminali e medicina rigenerativa: gli studi e sperimentazioni in questa direzione non si fermano e le scoperte non finiscono mai di stupire. Dal Dipartimento di Istologia dell’Università di Granada, ad esempio, arriva una notizia molto interessante: un team di ricercatori è riuscito a riprodurre tessuto epiteliale di pelle e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo più volte discusso di <strong><a title="cellule staminali e medicina rigenerativa" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/2013/01/staminali-e-medicina-rigenerativa-ottenuto-rene-da-cellule-staminali/">cellule staminali e medicina rigenerativa</a></strong>: gli studi e sperimentazioni in questa direzione non si fermano e le scoperte non finiscono mai di stupire.<br />
Dal Dipartimento di Istologia dell’Università di Granada, ad esempio, arriva una notizia molto interessante: un team di ricercatori è riuscito a riprodurre tessuto epiteliale di pelle e mucosa orale partendo da cellule staminali del <a title="cordone ombelicale" href="http://www.cordoneombelicale.net/">cordone ombelicale</a>, più precisamente prese dalla gelatina di Wharton.<br />
Questa scoperta rappresenta un passo in avanti che potrà migliorare e velocizzare le cure prestate in caso di ustioni e lesioni dei tessuti epiteliali.</p>
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		<title>Latte materno tirato come conservarlo in frigo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 13:04:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cura neonato]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i motivi più diversi &#8211; ripresa del lavoro, un impegno improvviso, etc&#8230; &#8211; può capitare che durante la fase di allettamento una mamma non riesca ad esserci sempre per il suo bambino: come fare per nutrirlo adeguatamente? Se la mamma infatti allatta al seno, sarebbe un peccato ricorrere al latte in polvere per i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per i motivi più diversi &#8211; ripresa del lavoro, un impegno improvviso,<em> etc&#8230;</em> &#8211; può capitare che durante la fase di allettamento una mamma non riesca ad esserci sempre per il suo bambino: come fare per nutrirlo adeguatamente?<br />
Se la mamma infatti allatta al seno, sarebbe un peccato ricorrere al <a title="latte in polvere per i neonati" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/2010/11/latte-in-polvere-per-neonati-alcuni-consigli/">latte in polvere per i neonati</a>: fortunatamente il latte materno si può tirare con gli appositi tiralatte (manuali o elettrici), che lo raccolgono in una boccettina pronto per essere utilizzato; vediamo come conservarlo.<br />
Per prima cosa vanno acquistati dei contenitori a chiusura ermetica, disponibili tranquillamente in farmacia; se si prevede l&#8217;uso del latte da lì a poche ore può essere lasciato direttamente a temperatura ambiente (ovviamente in estate sarebbe meglio ridurre ancora le tempistiche), mentre in frigo si conserva da 2 a 4 giorni. Abbiate cura di posizionare il contenitore nel punto meno esposto a sbalzi termici (ovvero, non nell&#8217;anta del frigo).<br />
In freezer può durare da 2 settimane a molti mesi, se il vostro freezer arriva alla temperatura di -20 gradi; in questo caso una volta scongelato (a bagnomaria) va consumato entro 48 ore e mai ricongelato, come si fa peraltro con tutti i cibi scongelati.</p>
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		<title>Acetone bimbi, cos&#8217;è e quali sono i rimedi per l&#8217;acetone</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 11:24:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cura neonato]]></category>

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		<description><![CDATA[Alito cattivo, urine maleodoranti, debolezza? Niente paura, il vostro bimbo ha l&#8217;acetone: al contrario di quello che molti genitori pensano non si tratta di malattia, ma di un disturbo legato a qualcos&#8217;altro che non va, molto comune e ricorrente nei bambini in tenera età. Fa capolino infatti quando il bimbo è già affetto da nausea [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Alito cattivo, urine maleodoranti, debolezza?</em><br />
Niente paura, il vostro bimbo ha l&#8217;<strong>acetone</strong>: al contrario di quello che molti genitori pensano non si tratta di malattia, ma di un disturbo legato a qualcos&#8217;altro che non va, molto comune e ricorrente nei bambini in tenera età. Fa capolino infatti quando il bimbo è già affetto da nausea e vomito, piuttosto che febbre (leggi: <a title="prevenire influenza bimbi" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/2013/11/influenza-di-stagione-bambini-come-prevenire-linfluenza/">come prevenire l&#8217;influenza nei bambini</a>): in queste condizioni il metabolismo del piccolo consuma molta energia per far fronte ai virus e quando gli zuccheri in corpo sono esauriti va ad attingere ai grassi, liberando corpi chetonici che sono la  causa del cattivo odore tipico dell&#8217;acetone.<br />
I <strong>rimedi </strong>per l&#8217;acetone<strong> </strong>sono dunque presto detti: gli zuccheri vanno reintegrati, meglio se sotto forma di bevanda zuccherata in modo che il bimbo possa anche idratarsi.</p>
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		<title>Testa piatta nel neonato? Come rimediare</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 11:19:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cura neonato]]></category>

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		<description><![CDATA[Se nei primi mesi di vita noterete nel vostro piccolo un inquietante appiattimento del cranio è bene che lo portiate dal pediatra per una visita: questa deformazione può infatti essere un campanello d&#8217;allarme per alcune patologie; ma non bisogna nemmeno andare subito in panico: molto spesso la testa piatta nel neonato deriva da altre cause [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se nei primi mesi di vita noterete nel vostro piccolo un inquietante appiattimento del cranio è bene che lo portiate dal pediatra per una visita: questa deformazione può infatti essere un campanello d&#8217;allarme per alcune patologie; ma non bisogna nemmeno andare subito in panico: molto spesso la <strong>testa piatta nel neonato</strong> deriva da altre cause non collegate a problematiche di vario tipo e bastano alcuni accorgimenti per rimediare. Spieghiamoci meglio: come ben saprete, la testolina dei bimbi appena nati è fragile; questo perché le ossa del cranio non si sono ancora saldate come negli adulti, ma sono per così dire <em>&#8220;malleabili&#8221;</em>, condizione che facilita il passaggio del piccolo durante il parto. Detto questo, è risaputo anche che &#8211; per evitare le morti in culla &#8211; la posizione migliore per far dormire i piccoli è supina, ovvero a pancia in su: se il piccolo però sta troppo tempo in questa posizione è normale che in qualche modo il cranio si appiattista (plagiocefalia), soprattutto se viene tenuto supino anche da sveglio. I rimedi sono semplici: variare la posizione ogni tanto; da sveglio metterlo anche a pancia in giù e stimolare movimenti del collo. Esistono anche cuscini appositi che hanno un&#8217;incavatura dove il piccolo poggia la testa, per evitarne proprio l&#8217;appiattimento.</p>
<p><em>Leggi altri consigli per la <a title="cura del neonato" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/category/cura-neonato/">cura del neonato</a>!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sangue fonte di cellule staminali</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 10:27:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo più volte parlaro del sangue come fonte di cellule staminali, ad esempio il sangue del cordone ombelicale né è una preziosa riserva, motivo per cui sempre più famiglie scelgono di conservarlo al momento del parto. La novità &#8211; pubblicata su Nature &#8211; arriva invece da uno studio condotto in Giappone, da un team di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo più volte parlaro del <strong>sangue </strong>come <strong>fonte di cellule staminali</strong>, ad esempio il <a title="sangue cordone ombelicale" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/2011/09/sangue-cordone-ombelicale-sempre-piu-donazioni/"><strong>sangue del cordone ombelicale</strong></a> né è una preziosa riserva, motivo per cui sempre più famiglie scelgono di conservarlo al momento del parto.<br />
La novità &#8211; pubblicata su Nature &#8211; arriva invece da uno studio condotto in Giappone, da un team di studiosi facente capo a Haruko Obokata (Center for Developmental Biology) e e C. Vacanti (Harvard Medical School): un nuovo modo di sviluppare in laboratorio cellule staminali, innovativo come al tempo fu la creazione delle cellule staminali indotte. Come?<br />
Volendo semplificare qui il processo, il team di ricercatori ha modificato il pH ambientale delle cellule mature del sangue, rendendolo più basso del normale: sottoposte a questo tipo di stress, alcune cellule sono morte mentre altre sono regredite alla fase di staminale.</p>
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		<title>Staminali e ginocchio, post operazione meno doloroso con staminali</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 13:03:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[La sperimentazione medico-scientifica ha fatto delle cellule staminali uno dei suoi principali protagonisti: in ogni angolo del mondo, ricercatori e team di studiosi ne testano l&#8217;impiego per la cura delle più svariate malattie e l&#8217;aspetto più incoraggiante è che &#8211; in caso di trapianto di cellule staminali autologo &#8211; il rischio di rigetto si riduce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La sperimentazione medico-scientifica ha fatto delle <strong>cellule staminali</strong> uno dei suoi principali protagonisti: in ogni angolo del mondo, ricercatori e team di studiosi ne testano l&#8217;impiego per la cura delle più svariate malattie e l&#8217;aspetto più incoraggiante è che &#8211; in caso di <a title="trapianto di cellule staminali" href="http://www.cordoneombelicale.net/index.php/2010/07/trapianto-cellule-staminali/">trapianto di cellule staminali</a> autologo &#8211; il rischio di rigetto si riduce al minimo.<br />
Dal <em>&#8220;Journal of Bone and Joint Surgery&#8221;</em> apprendiamo una buona notizia per tutti i pazienti che si dovranno sottoporre ad un&#8217;operazione del <strong>menisco</strong>, la cartilagine che svolge la funzione di ammortizzatore nell&#8217;articolazione del ginocchio: le <em><strong>cellule staminali mesenchimali </strong></em>iniettate direttamente nel punto della lesione hanno ridotto sensibilmente la percezione del dolore nel post operazione al ginocchio. Inoltre, le staminali si sono attivate aiutando la rigenerazione della cartilagine stessa.</p>
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